Il tè Pu Erh abbassa il colesterolo?
Se hai mai sorseggiato una tazza calda e terrosa di tè Pu-erh maturo, sai che possiede una profondità e una ricchezza uniche, diverse da quelle di qualsiasi altro tè. Ma dietro il suo gusto deciso si cela un sorprendente potenziale per la salute. Gli studi scientifici continuano a rivelare come i tè fermentati, compreso il Pu-erh maturo, possano contribuire attivamente al benessere cardiovascolare e metabolico generale.
Poiché gli articoli di ricerca scientifica sono spesso complessi e tecnici, questo articolo ne traduce i risultati principali in indicazioni pratiche. In un articolo precedente abbiamo esaminato il legame tra Pu-erh e digestione. In questa guida ci concentriamo direttamente sugli effetti del Pu-erh sul colesterolo, sul controllo del peso, sulla glicemia, sulla salute cerebrale e sul benessere intestinale.
Il tè Pu-erh abbassa il colesterolo? Cosa dice la scienza
La risposta breve è sì: sia gli studi clinici sull'uomo sia quelli di laboratorio dimostrano che i composti attivi del tè Pu-erh abbassano il colesterolo totale, riducono il colesterolo LDL (quello «cattivo») e inibiscono l'accumulo di grasso attraverso molteplici meccanismi biologici.
Le ricerche sul tè Pu-erh crudo e maturo mostrano che questo infuso agisce sul metabolismo dei lipidi in modi diversi:
- Conferme da studi clinici sull'uomo: in uno studio condotto su persone con livelli elevati di lipidi nel sangue, il consumo quotidiano di estratto di tè Pu-erh per quattro settimane ha prodotto riduzioni significative del colesterolo totale, del colesterolo LDL e dei trigliceridi, oltre a una diminuzione del grasso corporeo (7).
- Azione naturale simile a quella delle statine: la fermentazione genera tracce di lovastatina naturale, un composto che inibisce l'HMG-CoA reduttasi, il principale enzima epatico responsabile della sintesi del colesterolo (5).
- Riduzione di grassi e colesterolo dopo i pasti: bere tè Pu-erh durante o subito dopo i pasti favorisce la scomposizione dei complessi formati da acidi biliari e colesterolo nel tratto digestivo, ostacolando attivamente l'assorbimento del colesterolo alimentare durante la digestione (6).
- Attivazione dell'interruttore cellulare (AMPK): nelle cellule epatiche umane, i polifenoli del Pu-erh attivano la proteina chinasi attivata dall'AMP (AMPK), un regolatore centrale del metabolismo che riduce l'attività dei geni responsabili della produzione di grassi (8).
- Equilibrio del profilo lipidico: ulteriori studi mostrano che il tè Pu-erh riduce costantemente i trigliceridi, aumentando al contempo i livelli di colesterolo HDL (quello «buono») (2)(3).
- Miglioramento del microbioma: il Pu-erh aumenta la diversità dei batteri intestinali nel microbioma, contribuendo a modulare il metabolismo degli acidi biliari e a regolare l'infiammazione sistemica (1)(2).

Inoltre, lo studio (4) ha valutato gli effetti del tè Pu-erh sui livelli di glicemia e grassi in modelli diabetici. I risultati hanno dimostrato che i soggetti a cui era stato somministrato tè Pu-erh presentavano livelli di glucosio nel sangue significativamente inferiori, insieme a marcate riduzioni del colesterolo totale e dei trigliceridi.
Potenziamento del cervello e protezione della memoria

Oltre ai benefici cardiovascolari e metabolici, i tè scuri favoriscono la salute cognitiva. Uno studio fondamentale (1) ha esaminato gli effetti del tè Fu, uno speciale tè scuro fermentato con il fungo Eurotium cristatum (comunemente noto come «Fiore dorato»). Testato su soggetti alimentati con una dieta ricca di grassi, ha evidenziato notevoli benefici neurologici:
- Migliore capacità di conservare i ricordi e di apprendimento spaziale.
- Riduzione dell'infiammazione cerebrale, un fattore chiave associato a patologie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer.
- Modulazione positiva dell'asse intestino-cervello, a conferma del fatto che i miglioramenti del microbioma intestinale favoriscono direttamente le funzioni cerebrali.
Cosa rende il tè scuro così unico?

Il segreto del Pu-erh e del tè scuro non risiede soltanto negli antiossidanti e nella caffeina, ma soprattutto nella fermentazione microbica. Nel tempo, microrganismi come funghi e batteri benefici trasformano le foglie di tè verde, producendo composti bioattivi unici come le teabrownine e la lovastatina naturale.
Questi composti interagiscono direttamente con la microflora intestinale, inibiscono gli enzimi epatici che sintetizzano i grassi e si legano agli acidi biliari. Come produttori e appassionati di tè, apprezziamo il Pu-erh innanzitutto per il suo ricco profilo aromatico e la sua storia, ma la scienza moderna conferma che consumarlo ogni giorno offre notevoli benefici cardiovascolari e metabolici.
Il verdetto: il tè Pu-erh abbassa il colesterolo?
L'attuale letteratura scientifica, che comprende studi clinici sull'uomo, studi cellulari e modelli animali, conferma che il tè Pu-erh aiuta ad abbassare il colesterolo totale, a ridurre il colesterolo LDL e a limitare l'accumulo di trigliceridi. Per ottenere i massimi benefici, sorseggia il tè Pu-erh durante o poco dopo i pasti, così da ostacolare l'assorbimento dei grassi alimentari e favorire la salute cardiovascolare a lungo termine.
Riferimenti scientifici
(1) F. Huang, X. Zheng, X. Ma, R. Jiang et al., «La teabrownina del tè Pu-erh attenua l'ipercolesterolemia modulando il microbiota intestinale e il metabolismo degli acidi biliari», Nature Communications, Vol. 10, Numero 1, 2019.
(2) W. Jia, C. Rajani, A. Lv, T.P. Fan, X. Zheng, «Tè Pu-erh: rassegna di un infuso salutare», Journal of Traditional Chinese Medical Sciences, Vol. 9, Numero 2, 2022, pp. 95–99.
(3) C.H. Lu, L.S. Hwang, «Contenuto di polifenoli dei tè Pu-erh e loro capacità di inibire la biosintesi del colesterolo nella linea cellulare Hep G2», Food Chemistry, Vol. 111, Numero 1, 2008, pp. 67–71.
(4) Y. Hou, W. Shao, R. Xiao et al., «Gli estratti acquosi di tè Pu-erh riducono i fattori di rischio aterosclerotico in un modello di iperlipidemia nel ratto», Experimental Gerontology, Vol. 44, Numeri 6–7, 2009, pp. 434–439.
(5) Z.J. Zhao, Y.J. Pan, et al., «Valutazione dell'esposizione alla lovastatina presente nel tè Pu-erh», Journal of Agricultural and Food Chemistry, Vol. 61, Numero 16, 2013, pp. 4085–4092.
(6) H. Fujita, T. Yamagami, «L'estratto di tè nero (Pu-erh) inibisce l'aumento postprandiale del colesterolo sierico nei topi...», Phytotherapy Research, Vol. 22, Numero 10, 2008, pp. 1375–1381.
(7) G.S. Jensen, et al., «Riduzione del grasso corporeo e miglioramento del profilo lipidico associati al consumo quotidiano di un estratto di tè Puer in una popolazione iperlipidemica», Clinical Interventions in Aging, Vol. 11, 2016, pp. 367–376.
(8) T.D. Way, et al., «Il tè Pu-erh attenua l'iperlipogenesi attivando la proteina chinasi attivata dall'AMP (AMPK) nelle cellule umane HepG2», Journal of Agricultural and Food Chemistry, Vol. 57, Numero 12, 2009, pp. 5245–5252.